La sentenza è clamorosa e smonta un precedente che avrebbe potuto allargarsi a macchia d’olio, creare gravi conseguenze e colpire indiscriminatamente i beni e la reputazione dei cittadini. La Corte d’Appello di Torino ha stabilito che non è possibile confiscare i beni di una persona incensurata (ma che ha la “colpa” di essere ricca e di essersi avvalsa “furbescamente” di tutte le possibili scappatoie per eludere il fisco) appiccicandogli l’etichetta di essere “socialmente pericoloso”. E usando questo “stratagemma” per fargliela pagare permettendo allo Stato di impadronirsi dei suoi beni.
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