Le Leggi nacquero agli inizi degli anni quaranta, dalla mente di Asimov, grazie a fruttuose discussioni sulle sue storie robotiche con John W. Campbell, amico nonché curatore di Astounding Science Fiction. Asimov era dell’idea che se una macchina era progettata bene, non poteva presentare alcun rischio, se ovviamente non era utilizzata impropriamente. Egli implementò queste leggi nei suoi robot rispettando la necessità di sicurezza (la Prima Legge), servizio (la Seconda Legge) e autoconservazione (la Terza Legge) di questi “utensili” sofisticati.Anche se Asimov fissa una data di creazione delle leggi, la loro comparsa nelle sue opere avvenne in un lungo periodo di tempo. Egli scrisse due storie senza elencare le Tre Leggi (Robbie ed Essere razionale); Asimov assunse, comunque, che i robot avrebbero avuto una certa salvaguardia inerente. “Bugiardo!“, la terza storia di robot di Asimov, menziona per la prima volta la Prima Legge (e il personaggio di Susan Calvin), ma non le altre. Le Tre Leggi apparvero tutte esplicitamente in Circolo vizioso. Quando queste ed altre storie vennero raccolte assieme, nell’antologia Io, robot, il racconto Essere razionale venne aggiornato per comprendere le Tre Leggi.

Con la loro creazione, le leggi della robotica si dimostrarono talmente popolari e sensate, che ben presto, altri scrittori cominciarono ad usarle, senza però mai citarle, in quanto solo Asimov stesso poteva. Dopo la loro invenzione, le storie dei robot come “distruttori del loro creatore”, cessarono quasi di esistere.Anche se inizialmente le leggi erano semplicemente delle salvaguardie attentamente ingegnerizzate, nelle storie successive Asimov dichiara che occorrerebbe un investimento significativo nella ricerca per creare dei robot intelligenti che siano privi di queste leggi, perché esse sono una parte inalienabile della fondazione matematica che sottende al funzionamento del cervello positronico.

Generalmente nelle storie scritte da Asimov non vengono esaltate le Tre Leggi della robotica. Al contrario, la maggior parte di esse ha come spunto il mostrarne falle e malintesi, derivanti da impulsi errati. Fanno però eccezione alcuni racconti come Sally, Se saremo uniti, Il segregazionista, Che tu te ne prenda cura e Natale senza Rodney, dove le leggi della robotica non vengono rispettate

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